Ale ci racconta le sue emozioni lunghe 42195 MT

Sabato, 04 Marzo 2017 12:01
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Ore 6:00, dopo una notte insonne mi sento toccare il braccio con delicatezza e mi sento dire: Ale, gioia, alzati che è l’ora. Aprogli occhi, è nel buio violato da una piccola luce che filtrava dalla finestra, mi preparo e mi direziono verso il luogo della

partenza, nel percorso cerco disperatamente di sopprimere la tensione che mi aveva accompagnato durante il weekend. Eccomi alla linea di partenza, siamo tutti lì, Arturo, Antonio, Fabio e Daniele, amici e fratelli di avventura con i quali ho sperato, sognato e vissuto questo magnifico sogno. 

Ore 9:00, si parte, il cuore batte e le gambe mi muovono, le persone che non conosci scorrono e la strada si fa sempre più libera. Il mio primo pensiero, nei primi Kilometri, era rivolto alla mia famiglia che avevo lasciato qualche oretta prima e alle parole della sera precedente rivolte a mio Figlio Emanuele:  mi raccomando io domani non sarò qui al tuo risveglio e dovrai prendere il mio posto, sarai tu il maschio in famiglia e dovrai proteggerli e aiutarli in ogni momento fino al mio arrivo, e lui mi rispose: papà non preoccuparti, sono 

forte. Km 10, km15, km20,Km 25, Km30, vedo tutti i miei compagni lì con meche parlano e scherzano spensierati come se fosse una comune Domenica mattina, io li guardo e immagino Daniele e Arturo parlare di allenamenti e ripetute; vedo Antonino e Fabio che con il loro sorriso irradiano forza e determinazione, guardo avanti e mi accorgo che in realtà ero da solo e che nel mio animo non li avevo mai lasciati.

Km35, Km40, qualche dolore, piccole sensazioni di stanchezza, il fastidio alla gambe sembra essere soffocato dallo scenario dei maestosi monumenti che scorrono ai lati, ma nel mio cuore e davanti a me solo un immagine, la mia grande famiglia che mi aspettava a braccia aperte. I 2 Km successivi  li ho fatti pensando a loro e a quello che avevano fatto per me, sostenendomi e incoraggiandomi ogni momento di sconforto.  Prima dell’arrivo alzo le braccia, come se accanto ci fossero anche loro, i miei amici e compagni di avventura, mi sento chiamare subito dopo la linea di arrivo e lì vedo il premio più grande e ambito di sempre, la mia famiglia.

Grazie di cuore.

A.R.

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